lunedì 16 settembre 2013

Travolti dal solito destino...

Eccoci ad una nuova puntata del blog che descrive l'estate che tutti sognano... prima di svegliarsi tutti bagnati.
E' passato ormai un po' di tempo, quindi vi farò un bel riassunto di tutto quello che è successo fino ad oggi, magari ci vorranno due post... in fondo il vostro tempo non è così prezioso, potete farcela.
Dov'eravamo rimasti?! Ve lo dico io, avevano appena ricoverato Ale insieme a Fatima (pizza ai frutti di mare=cagotto), Fatima non parla italiano, solo francese e inglese, esclusa la lingua dei mangiarane, decidiamo di comunicare in inglese, ma prevalentemente a gesti. Per fortuna non è una gran chiaccherona, più che altro si lamenta che non può mangiare niente... che secondo me dovrebbe essere la punizione per tutti coloro che mangiano la pizza ai frutti di mare! Parliamoci chiaro, se Dante fosse stato uno scrittore serio, avrebbe previsto un girone per persone con gusti del genere.
A parte questo, Fatima è 'na brava guagliona, resterà li un altro giorno e verrà sostituita da una vecchia signora con la labirintite, una malattia che tra le altre cose prevede che la paziente se la faccia addosso e si butti sull'unica poltrona della stanza e cerchi di vomitare... addio poltrona.
Rimpiangendo Fatima passano i giorni, io vado a lavoro, per pranzo vado all'ospedale, poi torno alle cinque e ritorno dopo cena, per giorni. Intanto Ale viene smontata pezzo per pezzo, ogni giorno i dottori le fanno altri esami e la riempiono di antibiotici perchè non riescono a capire quale virus stia giocando a nascondino, stracciandoli. Non se ne può più, quest'osservazione breve si sta rivelando molto meno breve del previsto, Ale resterà li in tutto per una settimana, una settimana di tempo fantastico, dove avremmo potuto fare delle splendide gite o andare al mare oppure non fare assolutamente nulla, ma almeno avremmo deciso noi, non un destino infame.
Ale ora sta meglio, non ha la febbre da 2 giorni, forse ci mandano via... forse.
Dopo aver fatto millemila esami del sangue e rischiato anche una flebite, grazie all'imperizia di una delle tante infermiere che abbiamo avuto la fortuna di conoscere, arriva la decisione tanto attesa: TI DIMETTIAMO... dall'O.B.I. e ti mandiamo in Medicina!
Motivazioni: "Altri accertamenti!" MASTIAMOSCHERZANDOOOOOO?!?!?! Ma cosa volete accertare?!
Tra l'Obi e il reparto di Medicina c'è stato anche il tempo per una fantastica gita in ambulanza a Pisa, al reparto malattie infettive, per un ulteriore nulla di fatto.
In realtà è tutto molto più semplice, poche settimane fa la sanità toscana è stata travolta da due pesanti scandali per presunta negligenza, quindi nessuno si accolla la responsabilità di dimettere nessuno... tra i medici dilaga la codardia. Alle cinque e qualcosa Ale viene portata nell'altro reparto, io arrivo poco dopo dal lavoro e passo prima in Obi a prendere le scarpe che le infermiere avevano sapientemente dimenticato nell'armadietto: "Eh, sei stato anche fortunato che le hai trovate!", si signora, la fortuna mi perseguita in questo periodo...
Arrivo da Ale e il medico di turno ci fa accomodare nel suo studio, vuole sapere "tutto dall'inizio", ok, mettiti comodo amico... Ale inizia a parlare, lui inizia a scrivere, come per un compito in classe nel quale "ne sai davvero troppo" si deve fermare per chiedere un altro foglio protocollo, glielo concediamo. Alla fine del secondo foglio si ferma e chiede:
doc - "Ma lei, adesso... come sta'?!"
Ale - "BENE! Io me ne andrei adesso!"
doc - "E allora lo dica...!"
...stavolta è fatta, ce ne andiamo!
doc - "Perfetto, vada in reparto e ci vediamo domani!"
SBAM! Un'altra mandata di fortuna, dritta sui denti.
Altri due giorni all'ospedale, altri esami, altri esiti negativi. Per nostra fortuna il medico di questo reparto ha un minimo di palle e capisce che è il caso di dimetterla, finalmente ce ne andiamo, metto Ale su una sedia a rotelle e la faccio volare verso il posteggio, via da questo posto!
Arriviamo a casa felici come non mai ma dopo poco ci rendiamo conto che siamo ancora dalla stessa parte della collina, che ancora non sappiamo neanche quando sarà l'operazione, abbiamo solo superato un altro ostacolo. Siamo stanchi, abbattuti, travolti ancora una volta dal solito destino... infame.

Stanco ma con stile

To drink is for losers

Io viaggio in business



Il mondo da un oblò





sabato 7 settembre 2013

La ciliegina sulla torta...

Driiiiiiin!
Suona la sveglia del telefono, rapido giro di santi e aperti gli occhi mi ritrovo ancora li... in quel postaccio maledetto. Ale è già sveglia... da giorni ormai, era anche difficile dormire mentre un vecchio con la voce di caverna urlava: " 'FERMIERE!! 'FERMIEREEEE!! MI FA MALE!", di continuo! Solo i più esperti sonnelloni riescono a ignorare tale baccano... tra cui io, si narra che ho anche ronfato di gusto, me ne rallegro. Tra uno sbadiglio e l'altro si fanno le sette e mezza, m'incammino verso una meritata colazione al bar.
Nonostante il mio cervello versi in condizioni ormai pessime riesco a partecipare ad una discussione sulla vicenda di una maestra pedofila che ha sposato la sua vittima dopo anni di carcere, il livello dell'argomento mi facilita i commenti, mentre gli zuccheri del cornetto cercano di rianimarmi il cervello... invano.
Arrivo in ufficio, pronto ad affrontare la giornata come una paperella davanti ad uno tsunami, sopravviveró.
All'una fuggo e corro da Ale, la trovo con la febbre alta, ancora sulla barella nel corridoio del pronto soccorso, devono farle altri controlli, non sanno cos'ha. Decido di restare con lei, l'allegra brigata di appestati che ci circonda ha un'età media di 25-30... lustri, e si dilettano nelle discipline più in voga tra gli arzilli bicentenari come loro. Soprattutto uno attira la nostra attenzione, quando lascia andare una scorreggia che ha lo stesso suono di una fantastica canzone dei Cream, ossia SWLABR!!!!! Gli astanti, noi compresi, restano intrappolati tra lo sconcerto e l'ammirazione, dato che il signore in questione è riuscito a rompere la barriera di suono che gli infermieri hanno deciso di erigere al cambio turno delle 07:00, sparando a palla RDS e non spegnendola piú, che premurosi.
Tra una flatulenza e l'altra scorre il tempo, intanto al nostro fianco si palesa un vecchio che condanna tutti gli appestati ad assistere allo spettacolo di lui che svuota di continuo la sua vescica dentro un cosìddetto "pappagallo", affidando l'arduo compito del cambio volante da quello pieno a quello vuoto, alla sua fidata badante polacca. Il ciclo sembra infinito, dato che continuano a gonfiarlo di soluzione fisiologica e lui, ovviamente, continua ad espellerla. Ma per cosa sarà mai lì il nostro simpatico piscione?!? PER IL FOTTUTO NULLA! Come gli dice il medico almeno per tre volte, ma essendo il suocero della caposala del pronto soccorso, hanno ben visto di trattarlo con tutti gli onori. Fra una cosa e l'altra si fanno le cinque e mezza, sono arrivate le analisi di Ale, l'emo-qualcosa non va bene, l'indice di tossicità è a quattordici su... un numero... insomma, la devono ricoverare!
Intanto è arrivata una ragazza algerina, tale Fatima, aveva mangiato una pizza ai frutti di mare, la diagnosi è cagotto... anche lei deve essere ricoverata insieme ad Ale.
Mi chiamano per la dimissione dal ps e vado dalla dottoressa, arriva l'interprete di Fatima che si intrufola come una lucertola e fa:" No, scusa, ma io sono qui dalle due!"
"NO, scusa... ma se vogliamo metterla su questo piano, noi saremo qui dalle 4 di notte!"
...vabbè.vai vai...tanto ormai, non mi cambierà la vita un quarto d'ora!
Arriviamo in O.B.I. che sta per Osservazione Breve Intensiva, infatti la osserveranno tantissimo, praticamente la smonteranno pezzo per pezzo, ma questo lo lasciamo al prossimo post. Il reparto sembra un paradiso rispetto al corridoio dove eravamo parcheggiati prima, non ci voleva molto, bastava non essere obbligati a stare in mezzo ad anziani piscioni o urlanti.
Sistemiamo le cose nell'armadietto, la sistemo nel letto e torno a casa perchè sarei anche un pelino stanco... tornerò dopo cena.
Pensavamo di averne avuto abbastanza per quest'estate, invece a quanto pare non era così, non sappiamo quanto la terranno, non sappiamo perchè è li, l'unica cosa che sappiamo è che non ne possiamo più ma mollare adesso è da stupidi... e noi non lo siamo abbastanza. 


GRAND HOTEL O.B.I.

CIUCCIO PER ADULTI


lunedì 2 settembre 2013

The never ending story

Salve cari accaniti fanssss...c'è per caso tra di voi un pennuto dal manto bruno, il becco aguzzo e il verso stridulo, ai più noto come cornacchia?! (curraccia per i miei concittadini, carcarazzu per quelli di Ale)
Inizio a sospettare di si...!
Siete infatti oggi davanti ai vostri schermi, non per leggere dell'operazione all'ernia, ma dell'ultima sfiga accaduta a me ed Ale in quel di Perignano e Pontedera.
La calma piatta e la noia imperante che ha fatto da sottofondo ai nostri giorni dal 15 agosto in poi, ha iniziato a sgretolarsi nella notte di lunedì, quando Ale si sveglia nel cuore della notte a causa di una febbre improvvisa. Ci mancava giusto questa, ok...calma e gesso...non sarà niente di grave, passerá in fretta. Sè...
Nottata turbolenta, vado a lavoro, la settimana precedente ero praticamente solo la mattina e alcuni colleghi arrivavano il pomeriggio, tutto regolare, ogni giorno avanti e indietro a pranzo per far mangiare Ale e poi a casa, prede inermi della noia assassina. Questa settimana ci sono quasi tutti, quindi almeno a lavoro mi "svago" un po', anche se ogni persona che entra in ufficio esordisce con :"Fais! Sei bianco come un cadavere!", tipica frase che ti addrizza una giornata storta...
Ok,torno a casa, Ale sta come prima, sempre febbre e un mal di testa persistenete condito da un'abbondante nausea. La dottoressa di base ci dice che è in corso un'intossicazione da farmaci,strano... ne ha preso così pochini pochini!! La sua soluzione è interrompere la cura di antidolorifici e Plasil per riuscire a mangiare. Ok, via verso la farmacia di Perignano, chissá se hanno una tessera fedeltá, a quest'ora almeno una siringa di peluche mi spettava... Preso il Plasil riesce a mangiare un lauto pasto composto da 2 fette di pane. Un successone...infatti dopo mezzora... bacinella, capelli dietro le orecchie e via di gusto... come dopo una bella sbronza.
Si tira sino alla notte, un brutto presentimento si fa largo fra le nostre chiappe...
03:00 Fastidiosamente puntuale, il destino presenta il conto della sua mai placata voglia di scherzare, Ale si sveglia in preda alle allucinazioni, se fossimo negli anni '70 non sarei sorpreso ma, dopo un rapido sguardo al calendario, realizzo che il rock'n'roll è morto e forse è il caso di alzarsi.
Le allucinazioni in sintesi sono:"un tizio che prende le prenotazioni in un albergo al telefono con Roberta, nipotina che balla come una bambola assassina sul letto, Lore che parla con lei di un libro di Murakami e si trasforma in me che le canto una canzone", l'ultima parte della visione mi convince che era grave... soprattutto perchè non riusciva a farmi smettere di cantare!
Ha la febbre alta, vado di bacinella e pezza bagnata, il mio istinto mi dice che passerà presto... il mio istinto ha torto marcio, fossi stato un animale il mio istinto mi avrebbe fatto fuori nel giro di due giorni. Smetto di seguire il mio istinto e dopo mezz'ora di pezze bagnate chiamo l'ambulanza, stavolta è il caso, con la schiena in quelle condizioni non può anche aspettare in triage con gli appestati comuni. In venti minuti i soccorritori sono a casa, breve brainstorming e decidono di portarla giú con una sedia a rotelle, è il suo primo viaggio in ambulanza... yuppie! Io la seguo in macchina, arriviamo al pronto soccorso, butto uno sguardo nella sala d'aspetto... nessuno! Manco il cespuglio rotolante del deserto! Ovviamente per una volta che abbiamo la prioritá non c'è nessuno da sorpassare... tutto ciò è inutilmente irritante. La visitano e io mi accomodo in triage, ampia scelta di poltrone e stavolta 2 televisioni a contendersi quel che resta del mio cervello.
Decido di finirmi, su una lascio Capital Tv e sull'altra metto RealTime, che dava Sepolti in casa... il trash è servito!
Ogni tanto il sonno prende il sopravvento e la mia testa cade di lato, andandosi a poggiare sulle fantastiche (e credo pulitissime) poltroncine del p.s., per fortuna vengo interrotto dall'annuncio al megafono: "PARENTI DI GIGLIA IN AMBULATORIO 2!". Mi sveglio di soprassalto e in meno di uno sbadiglio sono dentro, Ale su una barella, per adesso non sanno cos'abbia, domani faranno altre analisi.
Prendo una sedia e mi accuccio accanto a lei, per fortuna ho con me la borsa per andare a lavoro, piazzo la sveglia, mi metto sopra la vestaglia di Ale e cerco di dormire.
Altre volte avevo visto l'alba in ospedale, ma ero "dall'altra parte della barella", con la divisa da soccorritore (la riga in mezzo) e tanta energia in più, adesso sono lontano da casa e al fianco della persona che amo, cercando di andare a capo di questa storia, che da tempo ormai ci sembra infinita.


P.S. : Valeria G., non guardare le foto.





SIMPATICI TUBETTI DI PLASTICA PER VENA

SONNO-BERTO

PROSPETTIVA DEI PROSSIMI GIORNI

martedì 20 agosto 2013

Fuga da Milano, l'ennesima.

15 agosto

Sveglia presto... ed è subito festa: PUNTURA! Finalmente dopo tanta sofferenza un po di divertimento!
Dopo l'ottima sveglia, vado subito a respirare un po' d'aria pulita in questa splendida città... sè...
Devo cercare le restanti medicine, l'avventura della notte prima non è bastata, stavolta sono fiducioso, la farmacia del duomo DEVE essere aperta,  c'è scritto su almeno due siti e soprattutto c'era scritto sulla farmacia ieri notte, è la volta buona. Procedo a passo spedito verso il duomo, per la strada incontro una squadra di ciclisti con tanto di divisa e bici ultraleggera, praticamente di carta, età totale 400 anni... in 5! E' un buon giorno per morire, ragazzi!
Metto il piede in piazza e aguzzo la vista per guardare la farmacia, deve essere aperta, oggi si, non corro neanche, stavolta sono sicuro... CHIUSA! Fanculo, le compreremo a Pisa, o dovunque, ma non qui, ce ne dobbiamo andare!
La sera prima, mentre vagavo per la città, sono stato un pò al telefono per cercare una macchina con cui tornare a Pisa, tralascio di descrivere tutto l'accaduto, vi dico solo che la tipa dell'Europecar deve morire in maniera lenta e straziante.
Tornato dall'infruttuosa caccia al farmaco ci mettiamo al pc e troviamo una macchina da ritirare all'aeroporto di Linate e da restituire a Pisa, tralasciamo il prezzo, avrei preferito un calcio sui denti... 
Ci acccompagna "Alois", fondamentale in questi due giorni, senza di lui saremmo ancora li a cercare una bestemmia abbastanza creativa per la situazione.
La compagnia è la Firefly, ossia la low cost delle Hertz, low cost nel senso che il prezzo che pensi di pagare è la metà, poi alla cassa diventa stranamente uguale a quello normale.
Chiedo se hanno una macchina diesel, ovviamente no, almeno fammi scegliere... grande punto, opel corsa o fiesta? Fiesta grazie, mai guidata, mi sembra la giusta occasione...
"Le do quella con meno chilometri, però  è la più brutta, la riconosce perchè non ha neanche un copriruota". Adoro viaggiare con stile...
Vado al parcheggio, la trovo, è nera e sotto il sole, perfetto... entro e regolo sedile e specchietto, ovviamente prima di me l'ha guidata un fantino, passo a prendere Ale, lei in tanto era riuscita a strisciare verso la farmacia dell'areoporto e trovare i restanti farmaci e soprattutto a trovare California Bakery, che ci fornirà un lauto pasto oltre i due caffè che le ridanno un pò di linfa. Si parte, pronti per passarci un ferragosto in autostrada.
Primo svincolo e dritti in direzione Bologna, la macchina è bella, comoda, silenziosa, facile da guidare... quasi quasi mi tengo questa e riporto la mia, se ne accorgeranno? ...si!
Il viaggio è l'occasione per Ale di riprendere la sua attività preferita: cambiare stazione ogni 5-10 secondi alla disperata ricerca di una canzone decente, purtroppo a volte ci riesce... e dico purtroppo perchè la definizione di decente è spesso molto diversa per noi, visto il nostro background musicale.
In realtà il peggio arriva quando troviamo una canzone che possiamo cantare a squarciagola entrambi, non siamo semplicemente stonati, siamo i migliori dei peggiori!
Dopo millemila chilometri iniziamo a sentire dei ruggiti intervallare le canzoni, sono i nostri stomaci, che abituati ai ritmi siciliani adesso avvertono una certa carestia; decidiamo di entrare nel prossimo autogrill e sbranare i goduriosi paninazzi, per la precisione un bagel e un sandwich triplo strato.
Per la precisione con "il prossimo autogrill" intendo il prossimo dopo i tre che ho cannato... parliamoci chiaro: fosse stato per me altro che l'America, avremmo appena scoperto di non essere soli su questo pianeta.
Finalmente becco l'entrata e posteggiamo, mentre tutti entrano a fare la fila per gustare le prelibatezze dell'Autogrill, noi ci apparecchiamo in auto e ci gustiamo i due paninazzi, accompagnati da una Coca Cola con la quale riesco a macchiarmi la maglietta nuova, avevo già bestemmiato oggi? una in più non guasterà...
Ruttino e via di nuovo in autostrada, la strada fila liscia fino allo svincolo per Capannori, dove decido di mettere alla prova il mio ben noto senso dell'orientamento, Ale non è molto d'accordo, ma io mi ero sinceramente rotto le scatole dell'autostrada e volevo fare un giro un po' più panoramico, rispondo alle sue critiche con un mai più azzeccato: "TRANQUILLA!"
Pochi metri dentro il paesino e un dubbio mi assale: non è che ho confuso CapannoRI con CapannoLI?? La sensazione di essere un minchione si fa sempre più intensa, consulto il navigatore dello smartofono (molto più smart del proprietario), la sensazione diventa una palese certezza.
Chiediamo al navigatore, che come per umiliarmi definitivamente ci riporta sull'autostrada...
A- "Hai visto!? Tel'avevo detto che stavi facendo una cazzata!Era CapannoRI a Lucca!"
R- "...lo so amore, l'ho fatto solo per darti ragione, volevo darti una botta di autostima..."
Mi arriva un sms: ho appena vinto il premio per la peggiore scusa del secolo, devo ritirarlo a Milano... rimarrà li.
Faccio il bravo e arriviamo in aeroporto, ecco il piano:
1. andiamo insieme al posteggione P4, guardo se c'è la macchina;
2. andiamo ai posteggi dell'autonoleggio, mollo Ale sulle panchine coi bagagli;
3. restituisco la macchina;
4. vado a prendere la nostra macchina al posteggione P4, a piedi... non prima di aver scordato le chiavi in valigia ed essere tornato indietro... solo 100 metri stavolta;
5. tornare a riprendere Ale;
6. tornare a casa;
7. svenire e svegliarsi per le prossime ferie.
Il piano fila liscio, putroppo il punto 7 è stato molto deludente, dopo una necessaria doccia ci siamo messi a dormire, ma ci siamo svegliati molto prima del previsto... per cena.
Ci era rimasto qualcosa dal pranzo e soprattuto Ale aveva preso una fettona della sua cheesecake preferita per festeggiare il ritorno alla base. Era una fetta piuttosto impegnativa, dato che pesava più de lei, ma è una ragazza tenace e la finisce soddisfatta.
Non ci resta che consegnarci tra le braccia di Morfeo, dormire e svegliarci l'indomani, sperando che sia stato tutto un brutto sogno... e invece.

A casa di "Alois"


Uniche persone degne a Milano

:Q___ . . .


bruuuuummmm
Il pasto dei campioni
Quasi alla meta, appena prima di perdersi

lunedì 19 agosto 2013

Sapessi com'è strano, sentirsi intrappolati a Milano! ♪♫♫♪♪♪♫

Biscottini, aranciata fresca, televisione, poltrone larghe, perchè non viaggiamo sempre Alitalia?!
Forse perchè ci spennano? Si, ecco perchè...
Atterraggio perfetto, aspettiamo che scendano tutti e poi è il nostro turno e stavolta si, c'è il carrello elevatore! Stavolta viene a raccoglierci una simpatica signora sudamericana, la sua collega è rumena, l'autista del carrello è italiano, ma terrone...si, siamo proprio a Milano! 
Andiamo al recupero bagagli, è la prima volta che il mio bagaglio esce per primo, è un evento statisticamente improbabile, è ormai risaputo che gli addetti ai bagagli facciano girare decine di bagagli nel carrello sbagliato solo per rompere le scatole ai viaggiatori. Fateci caso, per cinque minuti nessuno prende niente, mai! 
In realtà mi rendo conto che siamo usciti per ultimi, quindi è già tanto che non ci hanno rubato le valigie!
Tutto ciò mi fa pensare che la mia fortuna odierna è già finita, mi preparo alla battaglia. 
Ci accompagnano sino all'uscita, saliamo sul primo taxi, il tassista è talmente annoiato che addirittura ci rivolge la parola, pensa di essere sfigato a lavorare a ferragosto, ok amico... TACI! 
Gli spieghiamo perchè siamo qui, lui un po si ricrede ed esclama: "Uè, CHE SFIGA!! con tutto il rispetto signorina...", divincola talmente le mascelle che prima di andare gli lascio il numero della clinica, gli servirà. 
La città è come ce la ricordavamo: una merda! Ok, abbiamo qualche problema con Milano, noi non piacciamo a lei e la cosa è più che reciproca, ma abbiamo le nostre ragioni (molte delle quali si possono trovare seguendo l'hashtag #milanomerda). 
Arriviamo alla clinica, il tassista si rivela anche onesto, praticamente abbiamo esaurito tutta la fortuna per una settimana... 
Entriamo e chiediamo dove sia l'ambulatorio, ma soprattutto chiediamo una sedia a rotelle, presto scopriamo che l'onesto tassista ci ha lasciato esattamente dall'altra parte della clinica, onesto e stupido. Il portiere ci accompagna all'accettazione, posteggio Ale, vado al banco e dietro il vetro c'è praticamente lui... un metallaro anni '90 (still thrashin' bro!), è una clinica universitaria, starà facendo una specie di 150 ore, paghiamo, ci sediamo...ah si, Ale è già seduta. 
Sono le 17:00, l'appuntamento è alle 18:50, siamo i terroni più svizzeri del mondo, ci prepariamo all'attesa, non dovrebbe volerci molto... le ultime parole famose!
Dopo una ventina di minuti capiamo che il dottore è arrivato con un'ora di ritardo, uno si lamenta con l'infermiera perchè ha prenotato un volo un'ora dopo la visita (penso che la visita sia al cervello, perchè sei veramente un idiota!). Capiamo che ci sarà un po' più da aspettare, ormai siamo dei campioni in questo, sarà una passeggiata... 
Guardiamo la sedia a rotelle e ci accorgiamo che è ricoperta di stampe raffiguranti sport estremi... su una sedia a rotelle?!?!? cos'è, umorismo questo??!!
Passano le ore, un'avvocato pugliese e suo marito intraprendono una gara di disgraziometro, mi dissocio subito, Ale non può scappare... 
Alla fine entreremo alle 20:20, il dottore è stata la prima persona competente che abbiamo incontrato da troppi giorni a questa parte, ci da una nuova cura, questa va ben oltre l'oppio, magari stavolta funziona!
La mette in lista per l'operazione con urgenza,  speriamo a inizio settembre, sperem! 
Non ci resta che andarcene, il portiere di turno è gentilissimo, ci chiama un taxi e ci accompagna fuori, in questi due minuti è riuscito a dire esattamente 4.000 parole senza respirare, il tassista che arriva è anche lui abbastanza logorroico, ma non con noi... dato che non ci caga di striscio e parla al telefono da prima di farci salire in macchina, organizza i viaggi alla sua bella e guarda Mediaset Premium.
Arriviamo a casa del nostro caro amico "Alois", anche lui siculo, ci ha preparato una squisita cena che divoro come se poi dovessi solo dormire, e invece...?! MEDICINE!
Con la cena ancora fra i denti mi incammino verso la farmacia che "è sempre aperta, fidati" [cit.]... e infatti è chiusa, è pur sempre il 14 agosto, consulto la mappa delle farmacie aperte (dove tra l'altro c'era anche questa) e ricarico in memoria la mappa di Milano, che ai tempi avevo cercato di cancellare sbattendo varie volte la testa al muro per festeggiare la partenza...
Via in metropolitana verso Porta Garibaldi, c'è una farmacia enorme ma quando è in modalità notturna si può interlocuire con lo sfigato farmacista solo attraverso una finestrella troppo in alto per Brunetta ma troppo in basso per me... in modalità gobbo di Notredame mi interfaccio con il farmacista, che ha più o meno questa faccia e che chiameremo Hafslo, come un materasso di Ikea.
Hafslo non deve essere il più sveglio tra i farmacisti, dato che è li a ferragosto, infatti si dimostra abbastanza incompetente... trova la metà dei farmaci, mi fa chiamare a casa per sapere il dosaggio del gastroprotettore per poi dirmi che non cel'ha, dammi un generico (CRISTO!), quello cel'ha (...e te lo dovevo dire io di darmi il generico?!?!?!), per una medicina mi dice che deve trattenere la ricetta perchè è uno stupefacente, si, adesso ti lascio anche la ricetta... lascia perdere, ce l'abbiamo già!
Getto i soldi nel cassettino, lui mi da il resto in monete di rame... (ti odio!), mi fiondo in metro e ritorno verso casa, non prima di salutare la madonnina in stile Cattelan (vedi foto 3). 
Dalla metro a casa ho tempo di pensare a dove saremmo potuti essere in quel momento se tutto fosse andato secondo i piani... invece siamo qui, intrappolati a Milano, di nuovo.
Salgo a casa, saluto, letto, morte...
Domani sarà un'altra lunga giornata.
The elevator


Irriverente stampa della sedia del Besta
Metro verde, alla ricerca delle medicine
Sempre sia lodato





domenica 18 agosto 2013

Catania - Milano. Turisti al contrario.

13 agosto

Ultimo giorno in Sicilia, ultimo giorno di sali e scendi per le scale della "Palazzina Giglia", unico esercizio fisico che mi ha impedito di mandare una richiesta d'aiuto a uno di quei fantastici programmi di real time (o Mtv per i nostalgici) per obesi, visto che oltra ad assistere Ale, la mia principale attività della giornata è godere di tutto quello che Ignazio ci cucina. La mia forma fisica, già pesantemente compromessa, ne risentirà ancor di più, ma ormai con Ale abbiamo deciso che andremo in palestra appena lei si riprenderà... e io non voglio essere certo uno di quelli che va in palestra già magro, gli istruttori potrebbero offendersi! 
Le valigie sono come erano il giorno in cui siamo arrivati... piene e inutili, quindi non faccio altro che spolverarle e sono praticamente pronte. Aggiungo solo due fantastici pigiama verde ospedale che ho sapientemente scelto da Yamamay (o come dice Anna: Moimoi), pessima mossa aver mandato me, Alessia! 
Il viaggio è organizzato, domani verrà a prenderci zio Lillo, Ale si sdraierà dietro come una sirena (una sirena con 2 ernie), nella macchina dietro Ignazio ed Anna, che saranno di supporto nelle fasi di attracco e sbarco, nonchè per i saluti con lacrima, obbligatori dal Lazio in giù. 

14 agosto

Il gran giorno, uno dei tanti...
Nei giorni precedenti ci siamo molto preoccupati pensando a come Ale avrebbe affrontato il viaggio, perchè riusciva ad andare a malapena in bagno e quando si distendeva di nuovo aveva dieci minuti di fitte intense, quindi si, più che preoccupati... ce la facevamo sotto! 
Il medico di famiglia ha prescritto per il giorno della partenza un dosaggio "speciale", praticamente dovevamo arrivare ai limiti dell'oppio, ma mantenendoci nella legalità. Abbiamo seguito il suo consiglio e l'abbiamo messa in macchina bella bombata di farmaci, una volta salutati tutti ci dirigiamo alla volta dell'Aeroporto di Catania, ci aspettano 2 ore di viaggio in mezzo a una terra fantastica e inesplorata... da me, vista la situazione. 
Arrivati all'aeroporto io mi fiondo verso il check-in, mi fiondo al primo banco libero e chiedo la sedia a rotelle che avevamo prenotato facendo i biglietti, sollecito solo 3 volte, finalmente arriva il nostro uomo. Mettiamo Ale sulla sedia e andiamo verso l'imbarco prioritario scortati da Anna e Ignazio, la lacrima è in pole position, abbraccio caloroso e... semafori verdi, ecco la lacrima  che solca il volto!
Passiamo il controllo sicurezza, dentro la borsa abbiamo 2 bottigliette d'acqua, la tipa: "Potete portarne solo una, in realtà neanche quella, ma non fa niente...", ok, mi sta dicendo che potrò dirottare solo mezzo aereo allora... pazienza! In realtà lo ha fatto per gentilezza, dato che ci serve per le medicine, accettiamo il suo misero abuso di potere e gettiamo l'altra bottiglietta. 
Dopo i controlli, ci aspetta un'esperienza mistica, l'ascensore per disabili! ...un banalissimo ascensore, ma con la particolarità di essere il più lento dell'intero globo. 
Andiamo a depositarci al gate 1, ossia di nuovo al piano terra, dove ci sono dei gates non utilizzati dai civili ma lasciati come area vip per gli infermi, deposito Ale e mi fiondo a comprare dei fantastici arancini: uno al burro, uno al ragù e uno alla norma. E' importante che sappiate i gusti? no... è solo per farvi venire fame.
Fame che a me non si è placata, quindi risalgo su e ne divoro un altro al burro, che inizio a mordere quando è ancora nelle mani del commesso. Squisito! 
Finito di mangiare Ale decide di provare la sedia a rotelle, avremo esagerato coi farmaci? non lo so... ma questo è ciò che ne viene fuori...


Dopo un pò di attesa e ulteriori 35 minuti di ritardo del volo, gli assistenti vengono a prendere ognuno il suo invalido e andiamo verso l'imbarco, passiamo davanti a tutti di modo che gli altri passeggeri possano odiarci, io sorrido beffardamente... ma ho troppa barba e non si capisce. 
Insieme a noi c'è una signora che brandisce un bastoncino di canna, troppo piccolo per usarlo come bastone...troppo grande per essere uno stuzzicadenti, a cosa le servirà mai?! In effettti il suo assistente è  abbastanza esuberante, o meglio è un pagliaccio, ma picchiarlo mi sembra troppo! 
Saliamo sull'aereo, ma stavolta niente carrello elevatore, peccato, speriamo di trovarlo a Milano.
Con nostra somma delusione, la vecchia con la bacchetta non si sfoga sul suo assistente, non nascondiamo il nostro disappunto, salutiamo il nostro e prendiamo posto nella 4° fila, Ale finestrino e io al centro, accanto a noi un simpatico signore con ascelle da competizione.
Siamo pronti, pronti per la visita, pronti per il responso... ma mai pronti per Milano a ferragosto. 

Sirena con 2 ernie
la macchina del tempo

CICILIA!!!

Goduriosa palla di riso meglio nota come ARANCINO

Raffinata nonnina con bastone
Euforici all'idea di tornare a Milano




venerdì 16 agosto 2013

Si sta come...

06-07-08-09... 13 agosto.

Ok, adesso abbiamo una bella cartellina con una pagina scritta in linguaggio medico, un bel cd con tante foto della colonna vertebrale di Ale...e non sappiamo che cosa diavolo farcene!
Ovviamente la cosa più logica è cercare qualcuno che ne capisca e che ci dica di che morte dovremo morire, si ma chi? Nelle pagine gialle la voce Neurochirurghi non c'è e comunque non mi fiderei di uno trovato sull'elenco.
Facciamo un po di telefonate, un amico di Ale, che fa il medico e vive in Svizzera, riesce a decifrare il referto e ci tranquillizza un po, soprattutto lo fa vedere ad un neurochirurgo lassù, che ci conferma che molto probabilmente è necessaria l'operazione, lui come altri ci consiglia di andare a Milano al "Besta", ossia una clinica privata specializzata che tutti ci dicono essere eccellente, la migliore in Italia!
Benissimo, quindi è: una clinica privata, specializzata, eccellente...nonchè la migliore in Italia, low cost insomma...
Ok, la salute prima di tutto, decidiamo di chiamare e chiedere informazioni, la segretaria è milanese, quindi non chiedetemi se è scortese, scocciata, sbrigativa e pensa che io debba sapere tutto di come si dovrebbero svolgere le cose dall'alzata della cornetta sino alla dimissione, la risposta è SI!
Il primo appuntamento disponibile è per il 14 agosto, l'idea di passare ferragosto a Milano si insinua nella mia mente (passando da dietro, per posti molto stretti e bui) e non mi piace affatto, chiudo la telefonata, vediamo se troviamo qualcos'altro prima.
Diamo il via alle consultazioni, chiunque si affretta a darci secchiate di consigli, l'unico risultato ottenuto è quello di confonderci ancora di più, capiamo i loro buoni intenti, ma se nella nostra testa prima c'era una tela bianca, adesso c'è un bimbo che svuota secchi di colore su un muro e poi ci si getta sopra cercando di far venire fuori La Gioconda. Decidiamo di aspettare per chiarirci le idee e ci buttiamo a capofitto nella routine che ci accompagnerà sino all'ultimo giorno: medicine, parenti, libri, parenti, dvd, parenti, amici, parenti, parenti, Scarabeo...
Le medicine sono bombe di antidolorifici che le consentono di respirare tra un muggito di dolore e l'altro, ai libri a disposizione in casa si aggiunge il grandioso contributo della cara amica Roberta (grazie ancora, speriamo che tu non li abbia pagati almeno). I dvd sono quelli che abbiamo trovato in casa, le proiezioni prevedono nell'ordine: Robin Hood (il cartone), La bella e la bestia, Nightmare before Christmas, Gli aristogatti, Sedotta e abbandonate e Almost famous... un cineforum coi cosiddetti.
Scarabeo, chiariamo una cosa: io a Scarabeo sono una leggenda, ma Ale è malata e qualche partita le è stata concessa...ok, mi sta guardando malissimo in questo momento, la verità è che le ha vinte tutte lei...giocavo in trasferta, ok?!?
Ho provato ad attaccare la tv, ma ovviamente non prende niente se non i canali regionali, infatti una notte ci ritroviamo a seguire la seduta del consiglio comunale di Canicattì...la tv trash ci è sempre piaciuta, ma questo è troppo anche per due veterani come noi (e cmq a contrada Pidocchio le strade vanno rifatte signor sindaco!).
Le giornate passavano così, lei trasferita al piano di su, io che le porto da mangiare su un vassoio, lei mangia sul letto e io accanto su una sedia, ogni tanto entra in camera la nostra stupenda nipotina e illumina la stanza con un sorriso. E' una trottola, sorride sempre e non si ferma mai, soprattutto quando deve svuotare tutti i cassetti della zia, portando alla luce fototessere che non pubblicherò per non interrompere questa relazione prima di finire il blog.
Tra una disfatta a Scarabeo e l'altra decidiamo che la cosa giusta è fare la visita al Besta, il lunedì richiamo, l'appuntamento è fissato per il 14 agosto alle 18:50, ora non dobbiamo fare altro che prenotare i biglietti e aspettare.
Chiamo il call center Alitalia, proviamo a cambiare i biglietti che il 12 agosto ci avrebbero dovuto portare in Sardegna, per proseguire le vacanze meglio organizzate e peggio finite del secolo, il salasso è presto servito, ormai non ci faccio neanche più caso.
E' tutto pronto, adesso l'obbiettivo è arrivare a quel giorno, resistere, organizzare bene il viaggio e far passare il tempo senza spararsi.








 

HOT-LINE AGRIGENTO

04 agosto.
Secondo giorno a casa, Ale è stabile...stabilmente ferma, stabilmente dolorante, stabilmente rotta di balle...e ne ha tutti i motivi. Dovremmo essere in ferie, io non pagate, ma pur sempre ferie, dovremmo essere al mare, io a mollo come un'alga e lei sul lettino a cercare di cambiare razza con l'aiuto del sole. Dovremmo essere stanchi ma felici, con la pelle che sa di sale e i capelli seccati dal sole, invece siamo sudati come due husky nel deserto, con la pelle che si appiccica al divano e i capelli...beh i capelli vanno bene così...ma siamo a casa, a cercare di capire cosa fare per risolvere questa questione al più presto. L'unica cosa da fare è fare una risonanza magnetica, quando l'abbiamo prenotata a Pisa la prima disponibile era a Ottobre, grazie mille servizio sanitario nazionale. Possiamo solo cercarla privatamente, come si dice dalle mie parti: paghendi!
Anna, la mamma di Ale, apre l'agenda e inizia a chiamare a tappeto tutti i conoscenti che hanno avuto a che fare con problemi del genere, il suo database di disgrazie è secondo solo...no, non è secondo proprio a niente, è un fottuto database di disgrazie galattico! Dopo alcune ore di dialoghi cifrati in siciliano antico, ormai familiare alle mie allenatissime orecchie, Anna emana l'editto tanto atteso: AGRIGGGGENTOOOO!!! Il caro amico Alfonso ci ha dato la dritta giusta, chiamiamo subito la clinica per prenotare la risonanza magnetica, l'appuntamento è fissato per il giorno dopo all'una e mezza, facile...fin troppo, infatti puzza d'imboscata.
Passiamo la giornata tra visite dei parenti (se avessi un centesimo per ogni: "MARIAAAAA!" adesso sarei su una poltrona di pelle umana a dettare un blog a uno dei miei sette assistenti... a Miami), pranzi preparati dal miglior cuoco di tutto lo stivale (Cracco, deal with it!) e punture di antidolorifici, una pacchia!
Il giorno dopo siamo pronti a partire, ho anche guardato la strada su google maps, mossa inutile viste le innumerevoli deviazioni che beccheremo; tutto pronto e alle undici e mezza... driiiin!: "Signori, noi facciamo la pausa pranzo, o venite a mezzogiorno o di pomeriggio..." Gente affidabile questi agrigentini! Ci fiondiamo in macchina, prima torniamo e prima mangiamo, il nostro cuore è troppo debole per sopportare di perdere anche la cucina di Ignazio, unica felicità in questo periodo che non esagererei a definire de mmerda! Mettiamo Ale in macchina, seduta davanti, prima di partire vengo salutato come un'astronauta che va in missione, lo so, i siciliani sono un popolo melodrammatico... provateci voi a cambiarli!
Nell'auto c'è il cd che c'è sempre stato: Mina & Celentano, decido che non è il caso, non è in sintonia con il mood della giornata...e poi un duetto non viene bene se uno è stonato come... me e l'altra urla dal dolore, dopo cinquecento metri rinunciamo al duetto (peccato) e ci fermiamo, abbassiamo il sedile completamente, forse così può andare, forse. Il sole cuoce la macchina, per la strada non c'è nessuno, dopo millemila cartelli gialli e neri con scritto AGRIGENTO, intravediamo lo skyline di una delle città più brutte di tutto l'universo conosciuto e, con buona probabilità, anche di quello sconosciuto, Agrigento per l'appunto. Tra un muggito di dolore e l'altro, Ale mi da le indicazioni per arrivare alla clinica, troviamo posteggio quasi di fronte, sfacciati fortunelli eh?!
Entriamo nel palazzo, saluto il portiere e chiedo dove fosse lo studio, lui, preso da un impeto di spirito di servizio, se ne fotte altamente e mi ignora, per fortuna alzo lo sguardo ed ecco lo studio. Le porte sono automatiche, inciderà sul prezzo? Forse si!
La stendo sulle sedie, faccio l'accettazione, l'infermiere che mi serve è un pitbull da combattimento mancato, altrettanto gentile almeno...
Mi porge la fattura, pago, sorriderà adesso? ...macchè! Aspettiamo il turno, intanto arriva un v.i.p. (very important piezzu di mmerda), ossia il pluriblasonato (nonchè molto faigo sostiene Ale) portiere dell'Akragas! Ovviamente lui è un caso gravissimo: entra sulle sue gambe e senza alcuna prenotazione, apparentemente è stato appena strappato da un simposio sull'ultimo modello di macchina sportiva attirafiga che si teneva al bar della via principale, ma lo accompagna il titolare dello studio, quindi entra prima.
Appena viene consegnato alle cure di un'infermiera le sfodera un sorriso marpione che secondo i suoi calcoli dovrebbe farle vaporizzare i vestiti, per questa volta non è così, ma lui ci assicura che ha sempre fuzionato. Ale entra per la risonanza, un quarto d'ora e ha finito, chiedo al mastino dietro la scrivania quando possiamo avere il referto, ci dice di telefonare l'indomani mattina dalle nove in poi e ci diranno quando passare, poi continua a mangiare dalla sua ciotola.
Torniamo a casa, pranzo (Cosmico! cit.) e dritti sul divano, la noia ci chiede dove fossimo stati tutto questo tempo, poi si reimpossessa di noi sino al giorno dopo.
Appena sveglio mi fiondo al telefono, ma vengo bloccato da un ruggito...è il mio stomaco, non mi da pace quando sa che in frigo ci sono le mie merendine preferite, ne sbrano solo due...perchè  sono ospite.
09:01, Anna ha appena chiamato, è il soldato che tutti gli eserciti vorrebbero...
La risposta dell'infermiere è stata: "Signora, è impossibile che le abbiamo detto di telefonare a quest'ora, il dottore non è ancora arrivato e deve fare tutti i referti, richiami più tardi!"
Ok, può esserci stato un mainteso, molto improbabile ma ok...
10:30 Anna richiama: "Signora, non sono ancora pronte, quando saranno pronte la richiamiamo noi, non si preoccupi!". Ok, richiamano loro, si, ma a che numero?! noi non abbiamo dato nessun numero, certo, magari lo vedono dal display, certo...
Richiamo io con una scusa, stavolta si superano: "Salve, avete detto che chiamate voi, ma abbiamo dato il numero del cellulare e qui non prende granchè, quindi le volevo dare il numero di casa"
"Si, ma io ho detto così solo perchè la signora continuava a chiamare, l'ho detto per chiudere la telefonata..."
Ok, siete un branco di coglioni... "Ah, buono a sapersi, va bene, quindi quando possiamo passare indicativamente?"
"Guardi, il dottore arriva all'una, richiami dopo pranzo".
Richiamiamo alle tre e mezza, ci dice che ci richiama lui fra mezz'ora, stavolta lo fa...voleva stupirci e ci è riuscito, partiamo subito alla volta di Agrigento.
Stavolta siamo io e Ignazio, l'ipotesi duetto muore sul nascere, perchè lui è Eddie, la voce dei The Cobras, complesso rock che negli anni '70 riempiva i locali dei bassifondi di Canicattì e dintorni. Parliamo.
Arriviamo, entro, il portiere stavolta non fa in tempo ad ignorarmi, filo dritto per lo studio, il pitbull mi porge le analisi e io sparisco prima che lui possa annusarmi il sedere, spero non si sia offeso.
Il referto è scritto in aramaico antico, in mancanza di Gesù nei pressi, decidiamo di non leggerla e darla direttamente in mano ad uno competente.
Torniamo a casa, Ale, spesso soprannominata Cassandra, legge il referto e dichiara di aver capito: 2 ernie. Io, tra diffidenza, ignoranza e barlumi di speranza, spero che abbia cannato il pronostico.
Fortunatamente non gioco d'azzardo.












mercoledì 14 agosto 2013

Il grembo materno

Atterraggio tranquillo, nessuno applaude...forse c'è ancora speranza per questo pianeta.
La gentile signorina che ci ha accompagnato per la partenza è solo un ricordo, a Catania ci accoglie un ragazzo in felpa e occhiali da sole, ci sono 30gradi all'ombra...che ti dice il cervello?! Mi assicuro che il giovine ci faccia scendere solo dopo aver fatto arrivare la pedana a terra, appena arrivati alla porta degli abbracci, il nostro fidato assistente ci fa capire che di accompagnarci alla macchina non se ne parla...a meno di lauta ricompensa. Ovviamente le sue fantasie rimarranno tali, chiedo al suo superiore, che solo per delirio di onnipotenza acconsente e spinge non una ma ben due sedie a rotelle verso l'uscita. Lo seguo con sguardo ammirato, il suo ego potrebbe esplodere da un momento all'altro, per fortuna raggiungiamo incolumi il posteggio.
Ci attendono due ore di viaggio immersi nel giallo di una stupenda terra arsa dal sole, il profumo di gelsomino diventa sempre piú forte man mano che ci addentriamo nell'isola...e si sentirebbe anche, se non fosse coperto dal puzzo di asfalto e ghiaia dovuto alle continue interruzioni e deviazioni.
Il caldo è avvolgente ma secco, molto meglio del caldo umido della Toscana, durante il viaggio mi concedo varie ronfate a bocca aperta, mi sento a casa.
Entriamo a Canicattì, è come me la ricordo...e dato che io di solito non ricordo proprio niente, chiedo: "Siamo arrivati?". Ignazio, il padre, mi ignora, silenzio assenso...infatti dopo qualche incrocio siamo davanti al cancello di casa, dove si puó notare una targa: "Palazzina Giglia", prodotto di un'impeto di orgoglio di Ignazio. L'accoglienza è l'unica possibile: chiassosa e corale, appena metto piede in casa mi accorgo di essere preventivamente ingrassato di due chili, i primi due chili.
Appena finito di baciare tutti adagiamo Ale sul divano, in una camera tranquilla, vista sul giardino, ma dalla sua posizione si vede solo un palazzo...e pure abbastanza brutto. Inizia così la nostra vacanza in Sicilia, lei sdraiata e io al suo fianco, l'amore della famiglia e la cucina a pieno regime.
Proprio come dentro un grembo materno, adesso è al sicuro, ma non può durare.

martedì 13 agosto 2013

Ticket to ride

02 Agosto - Ale dovrebbe partire alle 04.00 a.m. con la sorella, il marito e la nostra super nipotina, in macchina sino a Salerno e poi in nave sino in Sicilia.
- INFATTIBILE - Abbiamo già rifatto il biglietto, Airone, 215€...per gradire. Tutto organizzato: lei parte alle 7.00 a.m.  per Catania e io alle 06.50 a.m. verso Palermo, Ryaniar, la metto sulla sedia a rotelle e a Catania la prendono i genitori. Un piano perfetto...pronto a fallire.
Vado a lavoro e torno per pranzare insieme, panzanella, unica cosa buona della giornata.
Finisco di lavorare, tornando a casa sento giá il sapore di un altro biglietto perso, stavolta il mio...la sensazione mi viene confermata appena salgo in camera: Ale è in una smorfia di dolore continuo, non puó partire da sola. Scendo giù al pc e mi metto a cercare il biglietto per lo stesso aereo, lo trovo, stesso prezzo...proprio un gran culo! La sensazione di snuff-snuff pervade la stanza. (Snuff-snuff è una coltissima citazione...che potete tranquillamente ignorare).
E così, in un sol colpo, abbiamo bruciato 160€ di biglietti e ne abbiamo speso 430€, la gioia si impossessa di noi, il piano è tremendamente fallito.
Stampo i biglietti, in bianco e nero, per non tradire il mood della giornata. Le valigie sono partite con la macchina, viaggeremo leggeri...yuppie! Preparo una cena frugale e via a letto, domani si parte presterrimo (licenza blogger).
Alle quattro e dieci giú dal letto, la vestizione è come ve la immaginate...tragica, anche Ale fa fatica a vestirsi, ma ha comunque più gusto.
05.08 a.m. in macchina, via! Verso l'infinito e oltre! Oltre il posteggio dell'aeroporto... dato che dopo aver lasciato Ale alle cure dell'assistente, sono andato verso il posteggio dell'aeroporto, il P4, ossia il meno caro (eufemismo), primo cartello, secondo cartello, terzo cartello...finiti i cartelli e io sono in superstrada!
Quelle che seguono non sono bestemmie, sono encicliche del demonio!
Dopo vari giri trovo la via per il P4, trovo posto, sono in ritardissimo, soprattutto perchè il per arrivare al terminal a piedi ci metteró venti minuti, alternando corsa e passeggiata, sono come Mennea...morto.
Arrivo al terminal, finisco di arrotolare la lingua e trovo Ale, in stile Clara, la cugina storpia di Heidi: cappello di paglia e sedia a rotelle. Passiamo dal check-in preferenziale...anche se avrei preferito non passarci mai, aspettiamo l'imbarco, ma soprattutto aspettiamo di vivere finalmente l'emozione di salire sul mitico elevatore per disabili!
Giornata carica di emozioni oggi!
Appena su ci rendiamo conto che forse non era questa gran cosa, un cassone di metallo con le catene in terra, un elevatore all'avanguardia...negli anni '30! Saliamo sull'aereo, lei in prima fila,io dietro di lei, accanto una giovane coppia con un bimbo di un anno, bellino, biondo...piange...era il minimo.
Il viaggio è appena iniziato.

Ortopedia portami via...

- Buondí!Dormito bene?
-  #%#%@/$¡¿£€##!!!
- Anche io...Ok,vado a lavoro e poi ti porto all'ospedale.
E fu cosí che ci trovammo alle nove e mezza in ortopedia, sala d'aspetto stracolma, in abbondante anticipo rispetto all'appuntamento...si,ma quale appuntamento?? Forse quello che ci ha dato la dottoressa del pronto soccorso? Ecco un estratto del dialogo:
-"Salve, Giglia, appuntamento delle 09.50, siamo un po in anticipo"
-"Ho detto mille volte che il pronto soccorso non puó dare appuntamenti!"
-"Scusi ma noi due ci siamo giá conosciuti??"
-"Cosa vuol dire?!"
-"Secondo lei se mi danno un appuntamento io gli dico che non possono darmelo perchè l'indomani una simpatica sconosciuta me lo annullerà?"
...il resto sono solo bestemmie a denti stretti e citazioni delle top five maledizioni in sardo.
Ale trova posto e aspetta il suo turno, io torno a lavoro, a dieci minuti dall'ospedale, tranquillo come un agnello a pasqua.
Passano due ore e ricevo una telefonata: "Rò, mi hanno fatto un'infiltrazione e mi hanno detto di camminare per dieci minuti...vieni subito!"
Mollo tutto e fuggo dall'ufficio, mi fiondo in macchina e in un nanosecondo arrivo al posteggione vicino all'ospedale...purtroppo il nano non era abbastanza basso e nel mentre Ale era riuscita a svenire dal dolore, le infermiere la gettano su una barella e alzano gentilmente la testiera...talmente gentilmente che stavolta si sveglia dal dolore, dato che l'hanno messa al contrario e le hanno alzato le gambe. Appena arrivo la sala è vuota, lei non c'è, è dentro svenuta, giro per il corridoio e torno all'accettazione, un'infermiera dice all'altra: "è lui?!" - (certo che sono io, specie di mangusta vestita da infermiera!) "SI, SONO IO! DOV'È??!". Entro e la trovo distesa, l'ortopedico che le ha fatto l'infiltrazione l'ha praticamente accoltellata e, dopo averla obbligata a camminare per poi svenire, ha detto "Se non cammini così, allora è roba da neurochirurghi...", con il tatto di Edward mani di forbice, ma con molto meno talento.
Decidono di riportarla al pronto soccorso (EUFORIA!), un'infermiera dice a quella del ps di avvertire il neurochirurgo, "tranquilla!" dice l'altra. Preludio di una tremenda disfatta.
Ale su una barella, "tranquilli, entrare subito", la credibilitá di questa frase è talmente scarsa che  presto la ritroveremo in qualche manifesto elettorale.
Vado a prendere da mangiare, torno e lei è ancora li, elementare Watson! Dopo un'altra ora la fanno entrare, è l'una e dieci, indovinate a che ora andava via il neurochirurgo?? Bravissimi! ALL'UNA!!!! Stranamente nessuno l'aveva avvisato, come mai, si chiederanno gli stranieri tra di voi...gli italiani hanno giá la risposta da 3 minuti. La dottoressa che ci accoglie è molto diversa da quella della notte prima, ma solo per l'aspetto fisico e una voce talmente fastidiosa che vorresti strapparti le orecchie un attimo dopo i saluti. La cura che ci propone è uguale a quella di ieri, due punture e a casa, che importa se non riesci comunque a camminare e hanno giá detto che hai bisogno di un neurochirurgo...si, quello che se n'è appena andato. Ci ributtano fuori in mezzo agli altri appestati, una volta che il nostro odio verso genere umano è arrivato ai livelli dei primi Klingon, decidono che possiamo andare. Prima di farci il foglio di dimissioni aspettano che io entri tre volte per poi lamentarsi che sono petulante...non avete visto niente signore...
Per far emergere tutta la sua simpatia la dott.ssa fa: "Canicattí! Allora esiste! E lei invece da dove viene?" "Da Sassari..." "Oh, ma che carini! E come vi siete conosciuti?" ...ma sei seria?!
Sono le tre e mezza, fuori c'è talmente caldo che per arrivare al posteggione decido di passare per le fogne, trovo la macchina talmente calda che prima di entrare penso se venderla o barattarla con un cammello, mi guardo un attimo intorno...niente cammelli, ok andiamo.
Arrivo urlante all'uscita del pronto soccorso, un nome ormai vuoto di ogni significato, raccolgo Ale e andiamo a casa, il giorno dopo dovremmo partire per la Sicilia, come non si sa.

lunedì 12 agosto 2013

Un due tre...triage!

C'era una volta una principessa,si mise nei casini,il principe la salvó,in due giorni la rese gravida e vissero felici e contenti...ma questa è un altra storia...
La storia che racconteremo ora è invece quella di una dolce ragazza e del suo altrettanto dolce ragazzo,che due giorni prima di partire per le tanto sospirate vacanze estive (come se esistessero anche quelle invernali...), si accorgono che niente andrá come sperato.
Il 31 luglio,mercoledí, i giovani si recano al pronto soccorso di un posto che preferiamo mantenere segreto...pontedera, per cercare di far cessare un dolore alla gamba sinistra che peggiora ogni ora. Ignari della stupefacente incompetenza che regna in quel luogo,si mettono in fila e attendono il loro turno,manco a dirlo CODICE AZZURRO...che tradotto suona tipo:"non hai niente di figo,torna quando avrai un braccio conficcato nel petto"; l'attesa si prospetta estenuante.
Prendiamo posto nelle poltroncine color "unione sovietica", il sottofondo musicale è fornito da Capital tv:heavy rotation disco anni 70-80,apprezzabile...ma resa inutile dalla simultanea diffusione di Radio Subasio,onnipresente in Toscana, un ulteriore aiuto è dato dai continui colpi di tosse dell'appestato di turno e dal continuo ciarlare dei parenti degli infortunati, che giocano al disgraziometro. Dopo due venute di cristo e innumerevoli glaciazioni,viene il nostro turno e zoppichiamo verso l'entrata, l'infermiera capisce che Ale non si regge in piedi e le porge una barella. La dottoressa ci accoglie giá con la siringa in mano, la diagnosi è inutile: se hai dolore io ti sparo antidolorofici come fossero caramelle, ti prescrivo cortisone come se fossi un cavallo e ti mando via come se fossi una che è entrata saltellando. Grazie mille dottoressa,siamo stati fortunati a trovare lei e non il dott. Menghele. I due giovani rientrano a casa carichi di medicine,gentilmente messi a debito dello stato, e con un appuntamento per il giorno dopo con l'ortopedico: "mi raccomando puntuali alle 09.50, anzi vai prima!". Tornati a casa all'una e mezza, la festa nel piazzale di fronte era appena finita, orde di anziani stremati da una mazurka di troppo cercavano le loro macchine con l'uso della famosa tattica "quella che resta è la mia" tanto efficace quanto inutile, se troppo diffusa. Usciti dall'auto anche le zanzare si dimostrano indignate per la tanta attesa e decisero di non infierire... tranne una, contraria alla mozione :"pietá per un giorno!", che si avventò sul mio polpaccio banchettando come se non ci fosse un domani... come le ho prontamente augurato. Il resto si puó immaginare, poche ore di sonno, qualche bestemmia e pronti per una nuova avventura! Buonanotte ('na semplice).