lunedì 16 settembre 2013

Travolti dal solito destino...

Eccoci ad una nuova puntata del blog che descrive l'estate che tutti sognano... prima di svegliarsi tutti bagnati.
E' passato ormai un po' di tempo, quindi vi farò un bel riassunto di tutto quello che è successo fino ad oggi, magari ci vorranno due post... in fondo il vostro tempo non è così prezioso, potete farcela.
Dov'eravamo rimasti?! Ve lo dico io, avevano appena ricoverato Ale insieme a Fatima (pizza ai frutti di mare=cagotto), Fatima non parla italiano, solo francese e inglese, esclusa la lingua dei mangiarane, decidiamo di comunicare in inglese, ma prevalentemente a gesti. Per fortuna non è una gran chiaccherona, più che altro si lamenta che non può mangiare niente... che secondo me dovrebbe essere la punizione per tutti coloro che mangiano la pizza ai frutti di mare! Parliamoci chiaro, se Dante fosse stato uno scrittore serio, avrebbe previsto un girone per persone con gusti del genere.
A parte questo, Fatima è 'na brava guagliona, resterà li un altro giorno e verrà sostituita da una vecchia signora con la labirintite, una malattia che tra le altre cose prevede che la paziente se la faccia addosso e si butti sull'unica poltrona della stanza e cerchi di vomitare... addio poltrona.
Rimpiangendo Fatima passano i giorni, io vado a lavoro, per pranzo vado all'ospedale, poi torno alle cinque e ritorno dopo cena, per giorni. Intanto Ale viene smontata pezzo per pezzo, ogni giorno i dottori le fanno altri esami e la riempiono di antibiotici perchè non riescono a capire quale virus stia giocando a nascondino, stracciandoli. Non se ne può più, quest'osservazione breve si sta rivelando molto meno breve del previsto, Ale resterà li in tutto per una settimana, una settimana di tempo fantastico, dove avremmo potuto fare delle splendide gite o andare al mare oppure non fare assolutamente nulla, ma almeno avremmo deciso noi, non un destino infame.
Ale ora sta meglio, non ha la febbre da 2 giorni, forse ci mandano via... forse.
Dopo aver fatto millemila esami del sangue e rischiato anche una flebite, grazie all'imperizia di una delle tante infermiere che abbiamo avuto la fortuna di conoscere, arriva la decisione tanto attesa: TI DIMETTIAMO... dall'O.B.I. e ti mandiamo in Medicina!
Motivazioni: "Altri accertamenti!" MASTIAMOSCHERZANDOOOOOO?!?!?! Ma cosa volete accertare?!
Tra l'Obi e il reparto di Medicina c'è stato anche il tempo per una fantastica gita in ambulanza a Pisa, al reparto malattie infettive, per un ulteriore nulla di fatto.
In realtà è tutto molto più semplice, poche settimane fa la sanità toscana è stata travolta da due pesanti scandali per presunta negligenza, quindi nessuno si accolla la responsabilità di dimettere nessuno... tra i medici dilaga la codardia. Alle cinque e qualcosa Ale viene portata nell'altro reparto, io arrivo poco dopo dal lavoro e passo prima in Obi a prendere le scarpe che le infermiere avevano sapientemente dimenticato nell'armadietto: "Eh, sei stato anche fortunato che le hai trovate!", si signora, la fortuna mi perseguita in questo periodo...
Arrivo da Ale e il medico di turno ci fa accomodare nel suo studio, vuole sapere "tutto dall'inizio", ok, mettiti comodo amico... Ale inizia a parlare, lui inizia a scrivere, come per un compito in classe nel quale "ne sai davvero troppo" si deve fermare per chiedere un altro foglio protocollo, glielo concediamo. Alla fine del secondo foglio si ferma e chiede:
doc - "Ma lei, adesso... come sta'?!"
Ale - "BENE! Io me ne andrei adesso!"
doc - "E allora lo dica...!"
...stavolta è fatta, ce ne andiamo!
doc - "Perfetto, vada in reparto e ci vediamo domani!"
SBAM! Un'altra mandata di fortuna, dritta sui denti.
Altri due giorni all'ospedale, altri esami, altri esiti negativi. Per nostra fortuna il medico di questo reparto ha un minimo di palle e capisce che è il caso di dimetterla, finalmente ce ne andiamo, metto Ale su una sedia a rotelle e la faccio volare verso il posteggio, via da questo posto!
Arriviamo a casa felici come non mai ma dopo poco ci rendiamo conto che siamo ancora dalla stessa parte della collina, che ancora non sappiamo neanche quando sarà l'operazione, abbiamo solo superato un altro ostacolo. Siamo stanchi, abbattuti, travolti ancora una volta dal solito destino... infame.

Stanco ma con stile

To drink is for losers

Io viaggio in business



Il mondo da un oblò





sabato 7 settembre 2013

La ciliegina sulla torta...

Driiiiiiin!
Suona la sveglia del telefono, rapido giro di santi e aperti gli occhi mi ritrovo ancora li... in quel postaccio maledetto. Ale è già sveglia... da giorni ormai, era anche difficile dormire mentre un vecchio con la voce di caverna urlava: " 'FERMIERE!! 'FERMIEREEEE!! MI FA MALE!", di continuo! Solo i più esperti sonnelloni riescono a ignorare tale baccano... tra cui io, si narra che ho anche ronfato di gusto, me ne rallegro. Tra uno sbadiglio e l'altro si fanno le sette e mezza, m'incammino verso una meritata colazione al bar.
Nonostante il mio cervello versi in condizioni ormai pessime riesco a partecipare ad una discussione sulla vicenda di una maestra pedofila che ha sposato la sua vittima dopo anni di carcere, il livello dell'argomento mi facilita i commenti, mentre gli zuccheri del cornetto cercano di rianimarmi il cervello... invano.
Arrivo in ufficio, pronto ad affrontare la giornata come una paperella davanti ad uno tsunami, sopravviveró.
All'una fuggo e corro da Ale, la trovo con la febbre alta, ancora sulla barella nel corridoio del pronto soccorso, devono farle altri controlli, non sanno cos'ha. Decido di restare con lei, l'allegra brigata di appestati che ci circonda ha un'età media di 25-30... lustri, e si dilettano nelle discipline più in voga tra gli arzilli bicentenari come loro. Soprattutto uno attira la nostra attenzione, quando lascia andare una scorreggia che ha lo stesso suono di una fantastica canzone dei Cream, ossia SWLABR!!!!! Gli astanti, noi compresi, restano intrappolati tra lo sconcerto e l'ammirazione, dato che il signore in questione è riuscito a rompere la barriera di suono che gli infermieri hanno deciso di erigere al cambio turno delle 07:00, sparando a palla RDS e non spegnendola piú, che premurosi.
Tra una flatulenza e l'altra scorre il tempo, intanto al nostro fianco si palesa un vecchio che condanna tutti gli appestati ad assistere allo spettacolo di lui che svuota di continuo la sua vescica dentro un cosìddetto "pappagallo", affidando l'arduo compito del cambio volante da quello pieno a quello vuoto, alla sua fidata badante polacca. Il ciclo sembra infinito, dato che continuano a gonfiarlo di soluzione fisiologica e lui, ovviamente, continua ad espellerla. Ma per cosa sarà mai lì il nostro simpatico piscione?!? PER IL FOTTUTO NULLA! Come gli dice il medico almeno per tre volte, ma essendo il suocero della caposala del pronto soccorso, hanno ben visto di trattarlo con tutti gli onori. Fra una cosa e l'altra si fanno le cinque e mezza, sono arrivate le analisi di Ale, l'emo-qualcosa non va bene, l'indice di tossicità è a quattordici su... un numero... insomma, la devono ricoverare!
Intanto è arrivata una ragazza algerina, tale Fatima, aveva mangiato una pizza ai frutti di mare, la diagnosi è cagotto... anche lei deve essere ricoverata insieme ad Ale.
Mi chiamano per la dimissione dal ps e vado dalla dottoressa, arriva l'interprete di Fatima che si intrufola come una lucertola e fa:" No, scusa, ma io sono qui dalle due!"
"NO, scusa... ma se vogliamo metterla su questo piano, noi saremo qui dalle 4 di notte!"
...vabbè.vai vai...tanto ormai, non mi cambierà la vita un quarto d'ora!
Arriviamo in O.B.I. che sta per Osservazione Breve Intensiva, infatti la osserveranno tantissimo, praticamente la smonteranno pezzo per pezzo, ma questo lo lasciamo al prossimo post. Il reparto sembra un paradiso rispetto al corridoio dove eravamo parcheggiati prima, non ci voleva molto, bastava non essere obbligati a stare in mezzo ad anziani piscioni o urlanti.
Sistemiamo le cose nell'armadietto, la sistemo nel letto e torno a casa perchè sarei anche un pelino stanco... tornerò dopo cena.
Pensavamo di averne avuto abbastanza per quest'estate, invece a quanto pare non era così, non sappiamo quanto la terranno, non sappiamo perchè è li, l'unica cosa che sappiamo è che non ne possiamo più ma mollare adesso è da stupidi... e noi non lo siamo abbastanza. 


GRAND HOTEL O.B.I.

CIUCCIO PER ADULTI


lunedì 2 settembre 2013

The never ending story

Salve cari accaniti fanssss...c'è per caso tra di voi un pennuto dal manto bruno, il becco aguzzo e il verso stridulo, ai più noto come cornacchia?! (curraccia per i miei concittadini, carcarazzu per quelli di Ale)
Inizio a sospettare di si...!
Siete infatti oggi davanti ai vostri schermi, non per leggere dell'operazione all'ernia, ma dell'ultima sfiga accaduta a me ed Ale in quel di Perignano e Pontedera.
La calma piatta e la noia imperante che ha fatto da sottofondo ai nostri giorni dal 15 agosto in poi, ha iniziato a sgretolarsi nella notte di lunedì, quando Ale si sveglia nel cuore della notte a causa di una febbre improvvisa. Ci mancava giusto questa, ok...calma e gesso...non sarà niente di grave, passerá in fretta. Sè...
Nottata turbolenta, vado a lavoro, la settimana precedente ero praticamente solo la mattina e alcuni colleghi arrivavano il pomeriggio, tutto regolare, ogni giorno avanti e indietro a pranzo per far mangiare Ale e poi a casa, prede inermi della noia assassina. Questa settimana ci sono quasi tutti, quindi almeno a lavoro mi "svago" un po', anche se ogni persona che entra in ufficio esordisce con :"Fais! Sei bianco come un cadavere!", tipica frase che ti addrizza una giornata storta...
Ok,torno a casa, Ale sta come prima, sempre febbre e un mal di testa persistenete condito da un'abbondante nausea. La dottoressa di base ci dice che è in corso un'intossicazione da farmaci,strano... ne ha preso così pochini pochini!! La sua soluzione è interrompere la cura di antidolorifici e Plasil per riuscire a mangiare. Ok, via verso la farmacia di Perignano, chissá se hanno una tessera fedeltá, a quest'ora almeno una siringa di peluche mi spettava... Preso il Plasil riesce a mangiare un lauto pasto composto da 2 fette di pane. Un successone...infatti dopo mezzora... bacinella, capelli dietro le orecchie e via di gusto... come dopo una bella sbronza.
Si tira sino alla notte, un brutto presentimento si fa largo fra le nostre chiappe...
03:00 Fastidiosamente puntuale, il destino presenta il conto della sua mai placata voglia di scherzare, Ale si sveglia in preda alle allucinazioni, se fossimo negli anni '70 non sarei sorpreso ma, dopo un rapido sguardo al calendario, realizzo che il rock'n'roll è morto e forse è il caso di alzarsi.
Le allucinazioni in sintesi sono:"un tizio che prende le prenotazioni in un albergo al telefono con Roberta, nipotina che balla come una bambola assassina sul letto, Lore che parla con lei di un libro di Murakami e si trasforma in me che le canto una canzone", l'ultima parte della visione mi convince che era grave... soprattutto perchè non riusciva a farmi smettere di cantare!
Ha la febbre alta, vado di bacinella e pezza bagnata, il mio istinto mi dice che passerà presto... il mio istinto ha torto marcio, fossi stato un animale il mio istinto mi avrebbe fatto fuori nel giro di due giorni. Smetto di seguire il mio istinto e dopo mezz'ora di pezze bagnate chiamo l'ambulanza, stavolta è il caso, con la schiena in quelle condizioni non può anche aspettare in triage con gli appestati comuni. In venti minuti i soccorritori sono a casa, breve brainstorming e decidono di portarla giú con una sedia a rotelle, è il suo primo viaggio in ambulanza... yuppie! Io la seguo in macchina, arriviamo al pronto soccorso, butto uno sguardo nella sala d'aspetto... nessuno! Manco il cespuglio rotolante del deserto! Ovviamente per una volta che abbiamo la prioritá non c'è nessuno da sorpassare... tutto ciò è inutilmente irritante. La visitano e io mi accomodo in triage, ampia scelta di poltrone e stavolta 2 televisioni a contendersi quel che resta del mio cervello.
Decido di finirmi, su una lascio Capital Tv e sull'altra metto RealTime, che dava Sepolti in casa... il trash è servito!
Ogni tanto il sonno prende il sopravvento e la mia testa cade di lato, andandosi a poggiare sulle fantastiche (e credo pulitissime) poltroncine del p.s., per fortuna vengo interrotto dall'annuncio al megafono: "PARENTI DI GIGLIA IN AMBULATORIO 2!". Mi sveglio di soprassalto e in meno di uno sbadiglio sono dentro, Ale su una barella, per adesso non sanno cos'abbia, domani faranno altre analisi.
Prendo una sedia e mi accuccio accanto a lei, per fortuna ho con me la borsa per andare a lavoro, piazzo la sveglia, mi metto sopra la vestaglia di Ale e cerco di dormire.
Altre volte avevo visto l'alba in ospedale, ma ero "dall'altra parte della barella", con la divisa da soccorritore (la riga in mezzo) e tanta energia in più, adesso sono lontano da casa e al fianco della persona che amo, cercando di andare a capo di questa storia, che da tempo ormai ci sembra infinita.


P.S. : Valeria G., non guardare le foto.





SIMPATICI TUBETTI DI PLASTICA PER VENA

SONNO-BERTO

PROSPETTIVA DEI PROSSIMI GIORNI