lunedì 2 settembre 2013

The never ending story

Salve cari accaniti fanssss...c'è per caso tra di voi un pennuto dal manto bruno, il becco aguzzo e il verso stridulo, ai più noto come cornacchia?! (curraccia per i miei concittadini, carcarazzu per quelli di Ale)
Inizio a sospettare di si...!
Siete infatti oggi davanti ai vostri schermi, non per leggere dell'operazione all'ernia, ma dell'ultima sfiga accaduta a me ed Ale in quel di Perignano e Pontedera.
La calma piatta e la noia imperante che ha fatto da sottofondo ai nostri giorni dal 15 agosto in poi, ha iniziato a sgretolarsi nella notte di lunedì, quando Ale si sveglia nel cuore della notte a causa di una febbre improvvisa. Ci mancava giusto questa, ok...calma e gesso...non sarà niente di grave, passerá in fretta. Sè...
Nottata turbolenta, vado a lavoro, la settimana precedente ero praticamente solo la mattina e alcuni colleghi arrivavano il pomeriggio, tutto regolare, ogni giorno avanti e indietro a pranzo per far mangiare Ale e poi a casa, prede inermi della noia assassina. Questa settimana ci sono quasi tutti, quindi almeno a lavoro mi "svago" un po', anche se ogni persona che entra in ufficio esordisce con :"Fais! Sei bianco come un cadavere!", tipica frase che ti addrizza una giornata storta...
Ok,torno a casa, Ale sta come prima, sempre febbre e un mal di testa persistenete condito da un'abbondante nausea. La dottoressa di base ci dice che è in corso un'intossicazione da farmaci,strano... ne ha preso così pochini pochini!! La sua soluzione è interrompere la cura di antidolorifici e Plasil per riuscire a mangiare. Ok, via verso la farmacia di Perignano, chissá se hanno una tessera fedeltá, a quest'ora almeno una siringa di peluche mi spettava... Preso il Plasil riesce a mangiare un lauto pasto composto da 2 fette di pane. Un successone...infatti dopo mezzora... bacinella, capelli dietro le orecchie e via di gusto... come dopo una bella sbronza.
Si tira sino alla notte, un brutto presentimento si fa largo fra le nostre chiappe...
03:00 Fastidiosamente puntuale, il destino presenta il conto della sua mai placata voglia di scherzare, Ale si sveglia in preda alle allucinazioni, se fossimo negli anni '70 non sarei sorpreso ma, dopo un rapido sguardo al calendario, realizzo che il rock'n'roll è morto e forse è il caso di alzarsi.
Le allucinazioni in sintesi sono:"un tizio che prende le prenotazioni in un albergo al telefono con Roberta, nipotina che balla come una bambola assassina sul letto, Lore che parla con lei di un libro di Murakami e si trasforma in me che le canto una canzone", l'ultima parte della visione mi convince che era grave... soprattutto perchè non riusciva a farmi smettere di cantare!
Ha la febbre alta, vado di bacinella e pezza bagnata, il mio istinto mi dice che passerà presto... il mio istinto ha torto marcio, fossi stato un animale il mio istinto mi avrebbe fatto fuori nel giro di due giorni. Smetto di seguire il mio istinto e dopo mezz'ora di pezze bagnate chiamo l'ambulanza, stavolta è il caso, con la schiena in quelle condizioni non può anche aspettare in triage con gli appestati comuni. In venti minuti i soccorritori sono a casa, breve brainstorming e decidono di portarla giú con una sedia a rotelle, è il suo primo viaggio in ambulanza... yuppie! Io la seguo in macchina, arriviamo al pronto soccorso, butto uno sguardo nella sala d'aspetto... nessuno! Manco il cespuglio rotolante del deserto! Ovviamente per una volta che abbiamo la prioritá non c'è nessuno da sorpassare... tutto ciò è inutilmente irritante. La visitano e io mi accomodo in triage, ampia scelta di poltrone e stavolta 2 televisioni a contendersi quel che resta del mio cervello.
Decido di finirmi, su una lascio Capital Tv e sull'altra metto RealTime, che dava Sepolti in casa... il trash è servito!
Ogni tanto il sonno prende il sopravvento e la mia testa cade di lato, andandosi a poggiare sulle fantastiche (e credo pulitissime) poltroncine del p.s., per fortuna vengo interrotto dall'annuncio al megafono: "PARENTI DI GIGLIA IN AMBULATORIO 2!". Mi sveglio di soprassalto e in meno di uno sbadiglio sono dentro, Ale su una barella, per adesso non sanno cos'abbia, domani faranno altre analisi.
Prendo una sedia e mi accuccio accanto a lei, per fortuna ho con me la borsa per andare a lavoro, piazzo la sveglia, mi metto sopra la vestaglia di Ale e cerco di dormire.
Altre volte avevo visto l'alba in ospedale, ma ero "dall'altra parte della barella", con la divisa da soccorritore (la riga in mezzo) e tanta energia in più, adesso sono lontano da casa e al fianco della persona che amo, cercando di andare a capo di questa storia, che da tempo ormai ci sembra infinita.


P.S. : Valeria G., non guardare le foto.





SIMPATICI TUBETTI DI PLASTICA PER VENA

SONNO-BERTO

PROSPETTIVA DEI PROSSIMI GIORNI

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