Secondo giorno a casa, Ale è stabile...stabilmente ferma, stabilmente dolorante, stabilmente rotta di balle...e ne ha tutti i motivi. Dovremmo essere in ferie, io non pagate, ma pur sempre ferie, dovremmo essere al mare, io a mollo come un'alga e lei sul lettino a cercare di cambiare razza con l'aiuto del sole. Dovremmo essere stanchi ma felici, con la pelle che sa di sale e i capelli seccati dal sole, invece siamo sudati come due husky nel deserto, con la pelle che si appiccica al divano e i capelli...beh i capelli vanno bene così...ma siamo a casa, a cercare di capire cosa fare per risolvere questa questione al più presto. L'unica cosa da fare è fare una risonanza magnetica, quando l'abbiamo prenotata a Pisa la prima disponibile era a Ottobre, grazie mille servizio sanitario nazionale. Possiamo solo cercarla privatamente, come si dice dalle mie parti: paghendi!
Anna, la mamma di Ale, apre l'agenda e inizia a chiamare a tappeto tutti i conoscenti che hanno avuto a che fare con problemi del genere, il suo database di disgrazie è secondo solo...no, non è secondo proprio a niente, è un fottuto database di disgrazie galattico! Dopo alcune ore di dialoghi cifrati in siciliano antico, ormai familiare alle mie allenatissime orecchie, Anna emana l'editto tanto atteso: AGRIGGGGENTOOOO!!! Il caro amico Alfonso ci ha dato la dritta giusta, chiamiamo subito la clinica per prenotare la risonanza magnetica, l'appuntamento è fissato per il giorno dopo all'una e mezza, facile...fin troppo, infatti puzza d'imboscata.
Passiamo la giornata tra visite dei parenti (se avessi un centesimo per ogni: "MARIAAAAA!" adesso sarei su una poltrona di pelle umana a dettare un blog a uno dei miei sette assistenti... a Miami), pranzi preparati dal miglior cuoco di tutto lo stivale (Cracco, deal with it!) e punture di antidolorifici, una pacchia!
Il giorno dopo siamo pronti a partire, ho anche guardato la strada su google maps, mossa inutile viste le innumerevoli deviazioni che beccheremo; tutto pronto e alle undici e mezza... driiiin!: "Signori, noi facciamo la pausa pranzo, o venite a mezzogiorno o di pomeriggio..." Gente affidabile questi agrigentini! Ci fiondiamo in macchina, prima torniamo e prima mangiamo, il nostro cuore è troppo debole per sopportare di perdere anche la cucina di Ignazio, unica felicità in questo periodo che non esagererei a definire de mmerda! Mettiamo Ale in macchina, seduta davanti, prima di partire vengo salutato come un'astronauta che va in missione, lo so, i siciliani sono un popolo melodrammatico... provateci voi a cambiarli!
Nell'auto c'è il cd che c'è sempre stato: Mina & Celentano, decido che non è il caso, non è in sintonia con il mood della giornata...e poi un duetto non viene bene se uno è stonato come... me e l'altra urla dal dolore, dopo cinquecento metri rinunciamo al duetto (peccato) e ci fermiamo, abbassiamo il sedile completamente, forse così può andare, forse. Il sole cuoce la macchina, per la strada non c'è nessuno, dopo millemila cartelli gialli e neri con scritto AGRIGENTO, intravediamo lo skyline di una delle città più brutte di tutto l'universo conosciuto e, con buona probabilità, anche di quello sconosciuto, Agrigento per l'appunto. Tra un muggito di dolore e l'altro, Ale mi da le indicazioni per arrivare alla clinica, troviamo posteggio quasi di fronte, sfacciati fortunelli eh?!
Entriamo nel palazzo, saluto il portiere e chiedo dove fosse lo studio, lui, preso da un impeto di spirito di servizio, se ne fotte altamente e mi ignora, per fortuna alzo lo sguardo ed ecco lo studio. Le porte sono automatiche, inciderà sul prezzo? Forse si!
La stendo sulle sedie, faccio l'accettazione, l'infermiere che mi serve è un pitbull da combattimento mancato, altrettanto gentile almeno...
Mi porge la fattura, pago, sorriderà adesso? ...macchè! Aspettiamo il turno, intanto arriva un v.i.p. (very important piezzu di mmerda), ossia il pluriblasonato (nonchè molto faigo sostiene Ale) portiere dell'Akragas! Ovviamente lui è un caso gravissimo: entra sulle sue gambe e senza alcuna prenotazione, apparentemente è stato appena strappato da un simposio sull'ultimo modello di macchina sportiva attirafiga che si teneva al bar della via principale, ma lo accompagna il titolare dello studio, quindi entra prima.
Appena viene consegnato alle cure di un'infermiera le sfodera un sorriso marpione che secondo i suoi calcoli dovrebbe farle vaporizzare i vestiti, per questa volta non è così, ma lui ci assicura che ha sempre fuzionato. Ale entra per la risonanza, un quarto d'ora e ha finito, chiedo al mastino dietro la scrivania quando possiamo avere il referto, ci dice di telefonare l'indomani mattina dalle nove in poi e ci diranno quando passare, poi continua a mangiare dalla sua ciotola.
Torniamo a casa, pranzo (Cosmico! cit.) e dritti sul divano, la noia ci chiede dove fossimo stati tutto questo tempo, poi si reimpossessa di noi sino al giorno dopo.
Appena sveglio mi fiondo al telefono, ma vengo bloccato da un ruggito...è il mio stomaco, non mi da pace quando sa che in frigo ci sono le mie merendine preferite, ne sbrano solo due...perchè sono ospite.
09:01, Anna ha appena chiamato, è il soldato che tutti gli eserciti vorrebbero...
La risposta dell'infermiere è stata: "Signora, è impossibile che le abbiamo detto di telefonare a quest'ora, il dottore non è ancora arrivato e deve fare tutti i referti, richiami più tardi!"
Ok, può esserci stato un mainteso, molto improbabile ma ok...
10:30 Anna richiama: "Signora, non sono ancora pronte, quando saranno pronte la richiamiamo noi, non si preoccupi!". Ok, richiamano loro, si, ma a che numero?! noi non abbiamo dato nessun numero, certo, magari lo vedono dal display, certo...
Richiamo io con una scusa, stavolta si superano: "Salve, avete detto che chiamate voi, ma abbiamo dato il numero del cellulare e qui non prende granchè, quindi le volevo dare il numero di casa"
"Si, ma io ho detto così solo perchè la signora continuava a chiamare, l'ho detto per chiudere la telefonata..."
Ok, siete un branco di coglioni... "Ah, buono a sapersi, va bene, quindi quando possiamo passare indicativamente?"
"Guardi, il dottore arriva all'una, richiami dopo pranzo".
Richiamiamo alle tre e mezza, ci dice che ci richiama lui fra mezz'ora, stavolta lo fa...voleva stupirci e ci è riuscito, partiamo subito alla volta di Agrigento.
Stavolta siamo io e Ignazio, l'ipotesi duetto muore sul nascere, perchè lui è Eddie, la voce dei The Cobras, complesso rock che negli anni '70 riempiva i locali dei bassifondi di Canicattì e dintorni. Parliamo.
Arriviamo, entro, il portiere stavolta non fa in tempo ad ignorarmi, filo dritto per lo studio, il pitbull mi porge le analisi e io sparisco prima che lui possa annusarmi il sedere, spero non si sia offeso.
Il referto è scritto in aramaico antico, in mancanza di Gesù nei pressi, decidiamo di non leggerla e darla direttamente in mano ad uno competente.
Torniamo a casa, Ale, spesso soprannominata Cassandra, legge il referto e dichiara di aver capito: 2 ernie. Io, tra diffidenza, ignoranza e barlumi di speranza, spero che abbia cannato il pronostico.
Fortunatamente non gioco d'azzardo.
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