lunedì 12 agosto 2013

Un due tre...triage!

C'era una volta una principessa,si mise nei casini,il principe la salvó,in due giorni la rese gravida e vissero felici e contenti...ma questa è un altra storia...
La storia che racconteremo ora è invece quella di una dolce ragazza e del suo altrettanto dolce ragazzo,che due giorni prima di partire per le tanto sospirate vacanze estive (come se esistessero anche quelle invernali...), si accorgono che niente andrá come sperato.
Il 31 luglio,mercoledí, i giovani si recano al pronto soccorso di un posto che preferiamo mantenere segreto...pontedera, per cercare di far cessare un dolore alla gamba sinistra che peggiora ogni ora. Ignari della stupefacente incompetenza che regna in quel luogo,si mettono in fila e attendono il loro turno,manco a dirlo CODICE AZZURRO...che tradotto suona tipo:"non hai niente di figo,torna quando avrai un braccio conficcato nel petto"; l'attesa si prospetta estenuante.
Prendiamo posto nelle poltroncine color "unione sovietica", il sottofondo musicale è fornito da Capital tv:heavy rotation disco anni 70-80,apprezzabile...ma resa inutile dalla simultanea diffusione di Radio Subasio,onnipresente in Toscana, un ulteriore aiuto è dato dai continui colpi di tosse dell'appestato di turno e dal continuo ciarlare dei parenti degli infortunati, che giocano al disgraziometro. Dopo due venute di cristo e innumerevoli glaciazioni,viene il nostro turno e zoppichiamo verso l'entrata, l'infermiera capisce che Ale non si regge in piedi e le porge una barella. La dottoressa ci accoglie giá con la siringa in mano, la diagnosi è inutile: se hai dolore io ti sparo antidolorofici come fossero caramelle, ti prescrivo cortisone come se fossi un cavallo e ti mando via come se fossi una che è entrata saltellando. Grazie mille dottoressa,siamo stati fortunati a trovare lei e non il dott. Menghele. I due giovani rientrano a casa carichi di medicine,gentilmente messi a debito dello stato, e con un appuntamento per il giorno dopo con l'ortopedico: "mi raccomando puntuali alle 09.50, anzi vai prima!". Tornati a casa all'una e mezza, la festa nel piazzale di fronte era appena finita, orde di anziani stremati da una mazurka di troppo cercavano le loro macchine con l'uso della famosa tattica "quella che resta è la mia" tanto efficace quanto inutile, se troppo diffusa. Usciti dall'auto anche le zanzare si dimostrano indignate per la tanta attesa e decisero di non infierire... tranne una, contraria alla mozione :"pietá per un giorno!", che si avventò sul mio polpaccio banchettando come se non ci fosse un domani... come le ho prontamente augurato. Il resto si puó immaginare, poche ore di sonno, qualche bestemmia e pronti per una nuova avventura! Buonanotte ('na semplice).

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