Atterraggio tranquillo, nessuno applaude...forse c'è ancora speranza per questo pianeta.
La gentile signorina che ci ha accompagnato per la partenza è solo un ricordo, a Catania ci accoglie un ragazzo in felpa e occhiali da sole, ci sono 30gradi all'ombra...che ti dice il cervello?! Mi assicuro che il giovine ci faccia scendere solo dopo aver fatto arrivare la pedana a terra, appena arrivati alla porta degli abbracci, il nostro fidato assistente ci fa capire che di accompagnarci alla macchina non se ne parla...a meno di lauta ricompensa. Ovviamente le sue fantasie rimarranno tali, chiedo al suo superiore, che solo per delirio di onnipotenza acconsente e spinge non una ma ben due sedie a rotelle verso l'uscita. Lo seguo con sguardo ammirato, il suo ego potrebbe esplodere da un momento all'altro, per fortuna raggiungiamo incolumi il posteggio.
Ci attendono due ore di viaggio immersi nel giallo di una stupenda terra arsa dal sole, il profumo di gelsomino diventa sempre piú forte man mano che ci addentriamo nell'isola...e si sentirebbe anche, se non fosse coperto dal puzzo di asfalto e ghiaia dovuto alle continue interruzioni e deviazioni.
Il caldo è avvolgente ma secco, molto meglio del caldo umido della Toscana, durante il viaggio mi concedo varie ronfate a bocca aperta, mi sento a casa.
Entriamo a Canicattì, è come me la ricordo...e dato che io di solito non ricordo proprio niente, chiedo: "Siamo arrivati?". Ignazio, il padre, mi ignora, silenzio assenso...infatti dopo qualche incrocio siamo davanti al cancello di casa, dove si puó notare una targa: "Palazzina Giglia", prodotto di un'impeto di orgoglio di Ignazio. L'accoglienza è l'unica possibile: chiassosa e corale, appena metto piede in casa mi accorgo di essere preventivamente ingrassato di due chili, i primi due chili.
Appena finito di baciare tutti adagiamo Ale sul divano, in una camera tranquilla, vista sul giardino, ma dalla sua posizione si vede solo un palazzo...e pure abbastanza brutto. Inizia così la nostra vacanza in Sicilia, lei sdraiata e io al suo fianco, l'amore della famiglia e la cucina a pieno regime.
Proprio come dentro un grembo materno, adesso è al sicuro, ma non può durare.
mercoledì 14 agosto 2013
Il grembo materno
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